Terzo esercizio: CUORE

Con l’esercizio del cuore il soggetto è invitato a prendere contatto con il vissuto cardiaco, a scoprire il proprio cuore.
Non si tratta di modificare il ritmo del proprio cuore, di rallentare o accelerarne i battiti, ma semplicemente di ascoltare il battito passivamente, come e dove spontaneamente il soggetto lo percepisce.
Questa percezione, solitamente ignorata, rassicura il soggetto che ascolta il suo cuore battere calmo, ritmico, regolare e lo porta ad approfondire e vivere una situazione di calma assoluta e di estrema passività.
L’esercizio non si limita ad accertare che il cuore batta, ma anche a comprenderne il significato psicologico. Da sempre il cuore è stato associato ad una ricchissima simbologia, oltre ad essere considerato la sede delle emozioni, dei sentimenti, degli affetti e delle passioni è il centro vitale fisico e spirituale dell’essere umano.
Il centro, rappresentato dal numero 4, si esprime in ogni struttura del nostro cuore e della nostra realtà, basti pensare alle quattro camere da cui è composto, e osservando a livello più profondo, molecolare, ritroviamo la quaternità nell’emoglobina, una proteina formata da 4 subunità. A livello ancora più profondo in ogni singola subunità, il guppo EME a cui si lega l’ossigeno è a sua volta una strutta chimica formata da quattro anelli legati tra loro al cui centro viene fissato l’atomo di Ferro.
Il 4, simbolo di totalità, completezza e centratura, si ritrova nei 4 punti cardinali, nei 4 venti, nelle 4 stagioni, nelle 4 fasi lunari e nei quattro elementi (aria, acqua, terra, fuoco) nei 4 bracci della croce, nei 4 evangelisti e 4 cavalieri dell’apocalisse ecc…
Si può facilmente comprendere come la sacralità in ogni cultura sia attribuita al sangue ed al cuore: l’utilità e lo scopo di questo esercizio è quindi quello di portarci a centrarci e riequilibrarci profondamente.