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Quarto esercizio: RESPIRO

Quarto esercizio: RESPIRO
27 Maggio 2019EserciziTraining autogeno

“Mi togli l’aria”, “mi sento soffocare”, “mi lasci senza fiato”, “mi manca l’aria”: queste sono alcune delle espressioni con le quali ognuno di noi esprime il proprio vissuto relativo ad alcune situazioni.

L’esperienza soggettiva e gli studi medici dimostrano come il ritmo e la qualità del respiro di una persona siano condizionati dalla condizione psicofisica, dagli stati emotivi, dall’ansia, dall’atteggiamento con cui si affrontano le situazioni e la vita.

Con questo esercizio si fa in modo che il respiro recuperi il suo ritmo naturale, evitando ogni influenza intenzionale su di esso, ed evitando di occuparci di qualsiasi alterazione avvenga nel ritmo respiratorio.

Come per il cuore, non si tratta di modificare la respirazione, ma di ascoltare il proprio ritmo respiratorio e lasciare che avvengano le modificazioni naturali senza concentrarsi su di esse.

Questo esercizio inoltre porta alla scoperta del vissuto cardiaco (qualora ci sia fatica a percepirlo) e favorisce l’insorgere della sensazione di calore quando questa tarda a presentarsi (il respiro aumenta il rilassamento della muscolatura liscia vasale); inoltre “libera” la mente dall’interferenza di pensieri estranei.

Accompagnando l’aria nei polmoni, la persona penetra come non mai dentro di sé e prende contatto con realtà profonde. Si hanno sensazioni di “sprofondamento”, di “precipitare negli abissi dell’anima”. Meccanismi simili a quelli che costituiscono la base della meditazione Yoga.

A livello psicologico non è difficile comprendere l’importanza del respiro, nasciamo ed entriamo nel flusso dell’esistenza con un respiro e lasciamo il corpo esalando l’ultimo. La respirazione si può dividere in 4 fasi: pre-inspiratoria, inspirazione, pausa pre-espiratoria, espirazione. (pausa-inspiro-pausa-espiro). A livello simbolico queste fasi possono essere collegati a diversi significati: distacco, ricaricarsi, allontanarsi, far entrare la vita, trattenere, liberare, dare, perdere, morte. La respirazione è scambio, tra noi e il mondo. L’energia necessaria per vivere la produce il metabolismo, che viene alimentato dall’ossigeno, recuperato tramite la respirazione. Aumentando l’ossigeno, aumenta anche il calore e l’energia. Molte persone hanno una respirazione alta, con il diaframma bloccato, in questo modo vengono inibite le sensazioni che provengono dalla zona pelvica e si impedisce che si esprimano le emozioni, e la nostra parte istintuale. In una persona depressa anche la respirazione sarà “depressa”. L’ansia e lo stress modificano la respirazione nel senso di una respirazione alta, quindi disfunzionale. Mettendoci in contatto con il nostro modo di respirare, entriamo in contatto con la vita e le emozioni sottostanti, positive o negative. Recuperando un ritmo naturale e spontaneo attraverso il T.A, realizziamo una distensione profonda che condiziona positivamente e riequilibra le situazioni sia nella nostra sfera emotiva che razionale.

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