Il Lago: cosa può insegnare la natura?

Il Lago è l’occhio liquido della Terra spalancato ai confini della conoscenza.
Sul bordo del lago la terra scompare improvvisamente lasciando il posto ad un altro elemento, per poi riapparire sull’altra sponda.
Il termine “lacuna” deriva da lago, ed identifica questa mancanza, un’omissione. In questo vuoto si crea quindi una possibilità: il lago sembra dire “così sopra, così sotto” rovesciando l’immagine del mondo e di quello che noi pensiamo. Sulle rive del lago la correttezza della visione è sospesa, messa in dubbio, e si apre un varco nella nostra psiche, uno spazio più fluido nel quale la nostra anima può esprimere il suo segreto: il mondo è come io lo rappresento. Vale a dire che è uno specchio di me, questo l’insegnamento del Lago.
I laghi vivono e muoiono come noi. Iniziano a morire riempiendosi di detriti organici per trasformarsi nel corso delle ere in acquitrini, paludi ed infine terra. Tuttavia il lago accetta il suo destino e non smette mai di ricevere e rilasciare acqua in un fluire calmo e costante, testimone saggio e impassibile dello scambio di vita.
Ed io cosa rifletto? Il mio vuoto cosa mi mostra?